20 novembre 2025

20 novembre 2025 – 20.00
Ingombranti – Giorgio Genetelli

Dialogo dell’autore con Guido Pedrojetta

20.11.2025 – ore 20.00 – Auditorium della Casa Cavalier Pellanda

Sinossi del libro

Ingombranti è una raccolta di narrazioni, racconti simili a pezzi di scarto uniti per diventare un collettivo eterogeneo e ribelle. Introdotti da una prima persona ancora in noce, che annuncia cose che prevede e vede, i racconti si susseguono tentando uno sguardo laterale del vivere: bambini, vecchi, bestie, assassini, vittime, io-narranti in delirio e altra umanità varia e assortita. Tutti espressi con la loro lingua particolare, tutti tesi nello sforzo di legarsi assieme e formare una resistenza disarmata e invincibile, secondo uno stile che dondola tra follia, anarchia e poesia, tenerezza, innocenza e nervosismo.

«Ingombranti è un libro che invita a tornare indietro, a rileggere, a ricollegare. Perché ogni racconto – anche il più breve – sembra avere un’eco, un prolungamento altrove. E perché in fondo, come accade con certe persone, a volte si capisce davvero qualcosa solo quando ci si è già salutati.»
Valeria Versari

Giorgio Genetelli

Il Genetelli è nato a Preonzo e l’hanno chiamato Giorgio, forse perché c’era tanta campagna. Falegname, giornalista, scrittore, blogger, telecronista sportivo, calciatore.

Guido Pedrojetta

Ha lavorato per lunghi anni presso la cattedra di Letteratura e filologia italiane dell’Università di Friburgo, dove si è laureato. Ha insegnato anche nelle Università di Neuchâtel, Zurigo e Berna, pubblicando contributi critici su Marino, Goldoni, Foscolo, Manzoni, come pure su autori contemporanei, sulla prosa creativa e saggistica nella Svizzera italiana, sulla poesia in dialetto lombardo e lombardo-alpino. Si è interessato anche ai linguaggi passionali e al canto popolare di casa nostra. Sotto il titolo Il libro dei racconti brevi, Firenze 1997-98, ha presentato testi narrativi per la scuola, insieme a Bruno Beffa e a Giulia Gianella. Negli ultimi anni, ha curato la ristampa di un romanzo quasi dimenticato di Ugo Canonica La storia dei Filanda e altri racconti (Locarno, Dadò, 2014) e analizzato la lingua di un carteggio alto leventinese dei primi del Novecento: Affetti di carta: lettere dall’archivio privato di Alberto Jelmini, Balerna, 2015. Da poco, con Pietro De Marchi, ha dato alle stampe la Bibliografia degli scritti di Dante Isella, Firenze 2017.

Gli altri libri di Giorgio Genetelli

Il becaària, GCE, 2020 (precedentemente pubblicato da aNaedizioni)
“Il becaària” – il forestiero, il villeggiante e, per estensione, lo sfaccendato – narra i “dolori” del giovane Mario Zanetti, diciassettenne sopracenerino nel Ticino degli Anni Settanta. Fra aneddoti di paese reali o romanzati, i turbamenti di un adolescente alla ricerca della propria identità porteranno il protagonista a scontrarsi con il mondo: con la scuola, con la mentalità dei compaesani e soprattutto con la meticolosa autorità paterna. Questi dissidi e il definitivo insuccesso negli studi lo spingeranno ad allontanarsi dal domicilio e a trovare una temporanea via di fuga lavorando come stagionale ad Airolo. Qui, in un Ticino rurale sì e no, Mario incontrerà Anna e il dottor Faustini, figure che lo aiuteranno a prendere coscienza di sé. Vicenda esemplare che rifugge da ogni esemplarità, “Il becaària” fa della leggerezza la propria ragion d’essere, e rivela una profondità ed una polisemia inattesa.


La conta degli ostinati, GCE, 2017
Diciotto racconti per costituire un quadro di variegata umanità, con l’ostinazione come comune denominatore.
I personaggi raccontati sono come asini: animali testardi, empatici, divertenti, folli, intelligenti, indipendenti, irregolari. Ma soprattutto, inseguono chimere con la catastrofe come traguardo, però con una forza vitale e anti-conformista da sfiorare quasi l’anacronismo.

Libro segnalato dalla Giuria – Premio Chiara 2018


Merluz Vogn, GCE, 2020
“Merluz Vogn” è la cronaca, sognata e reale, di un’estate randagia alle soglie dell’adolescenza, in un Ticino presente e irrimediabilmente perduto nella “corrente del tempo”. Una realtà in cui il paese si fa “mondo” e dove il confine sfuma nell’epopea da fumetto. Figure surreali e leggende da osteria fanno da cornice alle avventure di un paio di amici, immaginate per “sbaragliare” le giornate estive e lenire l’ingombrante assenza di una madre. Con “Merluz Vogn” Giorgio Genetelli rivisita luoghi e atmosfere della sua opera prima (“Il becaària”), e ci offre un romanzo post-dialettale da cui la nostalgia è volutamente bandita.


La partita, Ed. Ulivo, 2018
Dove fugge Damian, solitario con il suo fardello? Perché il vento autunnale lo sospinge, come fosse una foglia, verso una casa singolare e disabitata, separata anche da ogni ultimo villaggio? Il quaderno che porta con sé, che a lungo rilegge, dice che la partita in cui è invischiato, e di cui sembra giocare anonimi e come astratti minuti finali, ha pur conosciuto un prima, un tempo diverso, fatto di altro vento, di altre corse, vane anch’esse ma così dotate di senso: anni di un idillio dentro il quale tutto, luoghi cose persone, aveva un nome, una misura, un centro.
Trafitta dalla nostalgia, la memoria tollera male le mezze tinte, e proietta così da un lato fasci di luce piena, che risalgono imperturbati lungo i rami della genealogia, dall’altro, giù in basso, ombre dense, che si aggirano fra le macerie, additando i responsabili della «catastrofe» e di un presente fattosi esilio doloroso, non ancora pacificato. Sono pagine, quelle di Giorgio Genetelli, le più terse come le più combattute, sempre generose, percorse e avvivate dal sentimento: che qui, a posteriori, si è infine scoperto in una sua bruciante pienezza. Ma poi, a ben guardare, in questa partita il vero antagonista, l’antagonista non accidentale, è il tempo: è lui che ci rende orfani, tutti orfani.